Architettura
La Tana
La voglia di sperimentazione, l'impossibilità di progettare liberamente in superficie a causa dello zoning urbano ed il desiderio di esprimere il proprio stile di vita ormai lontano da quello della città industriale, non hanno lasciato a questo progetto altra valvola di sfogo che il sottosuolo. Nasce cosi’ uno spazio abitativo sicuramente originale che tende a ridurre la percezione e la fisicità della casa, a rendere visibile la virtualità dell’abitare dell’uomo contemporaneo. “Come chiunque altra persona da sempre sognavo una casa tutta mia, anche se non avevo alcuna idea definitiva su come doveva essere. Un continuo evolversi di progetti più o meno originali passavano per la mia mente, senza che nessuno venisse tenuto sufficientemente in considerazione, ritenendo lontano il tempo per un loro concretizzarsi. L’unica sicurezza era che casa mia sarebbe dovuta sorgere nell’appezzamento di terreno agricolo di mio nonno; l’unico spazio di famiglia sufficientemente grande per ospitare una nuova costruzione in cui vivere. La casa, il bisogno primordiale di individuare sul territorio un luogo intimo, quale massima espressione della propria personalita’, una tana. Il problema erano le ferree regole del piano regolatore che mi impedivano di muvermi liberamente: un coscenzioso studio dello stesso hanno portato infine ad un progetto, per quanto "assurdo", innovativo ed accogliente denunciabile insuperficie come ricovero agricolo e nel sottosuolo come deposito barbabietole...
Torna Indietro