Tracking Pixel nelle e-mail: il Garante Privacy cambia le regole

8 Maggio 2026

Con le nuove linee guida pubblicate dal Garante per la protezione dei dati personali il 29 aprile 2026, il mondo dell’e-mail marketing entra ufficialmente in una nuova fase. Le indicazioni dell’Autorità introducono infatti regole più stringenti sull’utilizzo dei tracking pixel nelle e-mail, con impatti diretti su newsletter, campagne DEM e strumenti di marketing automation.

Che cosa sono i Tracking Pixel

I tracking pixel sono piccoli elementi grafici invisibili inseriti nelle e-mail che permettono di raccogliere informazioni sull’apertura del messaggio, sull’orario di lettura e, in alcuni casi, anche sul dispositivo utilizzato dall’utente. Una tecnologia molto diffusa nel digital marketing, ma che secondo il Garante rientra pienamente nel trattamento dei dati personali.

Il consenso diventa centrale

La principale novità introdotta dalle linee guida riguarda il principio di consenso. Il tracciamento delle e-mail non può più essere considerato automaticamente lecito: l’utente deve essere informato in modo chiaro e comprensibile su ciò che viene monitorato e deve poter esprimere un consenso preventivo, libero e revocabile in qualsiasi momento.

Non sarà quindi più sufficiente una semplice informativa generica. Le aziende dovranno garantire maggiore trasparenza sui dati raccolti e sulle modalità di utilizzo.

Le eccezioni previste

Le linee guida prevedono alcune situazioni in cui il consenso non è necessario, ad esempio per finalità di sicurezza, obblighi di legge o elaborazioni statistiche effettuate su dati anonimizzati. Tuttavia, nella maggior parte delle attività di marketing, il nuovo approccio richiederà una revisione delle modalità operative adottate fino ad oggi.

L'impatto sul digital marketing

Le nuove regole avranno effetti concreti sulle strategie di e-mail marketing. I tassi di apertura (open rate), storicamente utilizzati come principale indicatore di performance delle campagne, perderanno progressivamente centralità. Le aziende saranno quindi spinte a concentrarsi maggiormente su metriche più affidabili come click, conversioni e interazioni effettive degli utenti.

Sei mesi per adattarsi

Il Garante ha previsto un periodo di adeguamento di circa sei mesi, durante il quale aziende e provider dovranno aggiornare informative privacy, sistemi di raccolta del consenso e processi interni legati all’e-mail marketing.

Più che un semplice aggiornamento normativo, il cambiamento rappresenta un nuovo paradigma per il digital marketing: meno raccolta invisibile di dati e maggiore attenzione alla qualità della relazione con l’utente.

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