11 Mar 2020

L'e-commerce ai tempi del #coronavirus

In questi giorni di emergenza da Coronavirus, mentre i punti vendita fisici sono chiusi o dagli accessi molto limitati, sono esplose le richieste relative ai servizi commerciali online e - per la primissima volta in Italia - si riscontra un notevole picco nell'acquisto digitale con consegna a domicilio di alimenti o prodotti di prima necessità. Si tratta di un fenomeno che permarrà anche dopo che l'emergenza COVID-19 sarà passata oppure si tratta di qualche cosa di temporaneo? Inoltre, questa crescita sarà forse di aiuto al metodo di vendita "tradizionale"? Per rispondere a queste ed altre domande, riportiamo alcuni spunti di riflessione tratti direttamente da un intervento del podcast di Mister Gadget con Luca Viscardi della puntata del 27 febbraio 2020 dedicata al commercio online in questo momento di emergenza Coronavirus e delle dinamiche ad esso connesse. 

Come certamente molti di voi avranno immaginato o sapranno, da quando in Italia la situazione dell'emergenza sanitaria COVID-19 ha preso una piega più drastica di quello che si poteva pensare, gli ordini relativi ad acquisti di prima necessità, soprattutto alimenti o mascherine protettive e prodotti igenizzanti, hanno riscontrato dei picchi significativi, portando quindi ad un aumento di questi specifici acquisti che in Italia non si era mai verificato tramite e-commerce.

Purtroppo, insieme ad una sorta di esplosione dell'utilizzo del digitale per acquisti di alimenti si è anche riscontrata una non prontissima operatività da parte di aziende o imprese che non potevano prevedere un fenomeno di tale portata ma che, comunque, hanno saputo rispondere piuttosto bene all'onda di richieste registrate.

Tale fenomeno diventa quindi molto interessante non soltanto perché l'Italia, da quanto sono presenti operatori che offrono l'acquisto di alimenti online, non si era mai dimostrata troppo interessata a questo tipo di servizio ma anche perché dimostra il ruolo fondamentale ed utile di questo strumento digitale non solo in momenti di emergenza o difficoltà ma anche nella vita di tutti i giorni. Infatti, a crescere non sono state solo le richieste di acquisti legati a cibi o dispositivi medici ma anche quelli relativi ad ordini di cibo pronto.     

Perciò, ritornando a questo specifico momento, se da un lato si sta sperimentando un'impennata dell'e-commerce legato al food o al food-delivery, d'altro canto è anche innegabile che settori per cui gli italiani erano già molto avvezzi per l'acquisto online, come i viaggi oppure abbigliamento, hanno subito una decrescita o un rallentamento. Questo sia per le recenti disposizioni relative agli spostamenti sia perché si sono ridotte drasticamente le occasioni sociali e quindi anche il comportamento dell'individuo nonché l'abitudine di acquisto va a modificarsi.  

Ad ogni modo, ciò che ne viene fuori è molto interessante se si va a provare ad analizzare quello che questo fenomeno potrebbe comportare per il settore dell'e-commerce alimentare in futuro, una volta terminata l'emergenza.

Nello specifico, è infatti emerso quanto segue:  

  1. molti più italiani e consumatori sono arrivati a capire quanto l'e-commerce possa essere uno strumento per risolvere un problema di impatto importante;

  2. i retailer online (italiani o stranieri) hanno utilizzato l'e-commerce in questo momento di crisi per attuare delle sperimentazioni specifiche (pensiamo ai robot utilizzati e sperimentati in Cina proprio in queste ultime settimane per le consegne a domicilio senza l'utilizzo di fattorini);

  3. i consumatori italiani prima riluttanti all'acquisto online per sfiducia oppure per paura di utilizzare la propria carta di credito, hanno capito che si tratta invece di uno strumento eccezzionale dal punto di vista della sicurezza e della praticità e velocità di acquisto;

  4. eventuali aumenti di prezzo della merce acquistabile online sono fisiologici del mercarto stesso poiché, da sempre, si verificano aumenti di prezzo in determinate stagioni dell'anno o in concomitanza di eventi eccezionali (pensiamo ad esempio all'aumento del costo dei voli a ridosso della stagione turistica);

  5. gli sciacallaggi relativi a esorbitanti lievitazioni di prezzo di determinati prodotti sono invece perseguibili per legge e - proprio per tale motivo - molto spesso ci si adopera per rimuovere determianti prodotti dai webstore online e quindi evitare pratiche sleali nei confronti degli acquirenti. 

I fenomeni delle ultime settimane relativi agli e-commerce ci fanno quindi capire che questa impennata nell'acquisto di alimenti online potrebbe trasformarsi in un'abitudine di consumo anche nel lungo periodo e che potrà portare moltissimi abitanti del Bel Paese a vedere la convenienza che prima non notavano in questo tipo di servizio

Inoltre, da non escludere, sarà certamente anche una sorta di convergenza digitale tra offline ed online e che molto probabilmente investirà tantissimi retailer tradizionali. Pensiamo infatti agli Stati Uniti, dove questo fenomeno è già abbondantemente in atto.
Prendendo infatti l'esempio di Walmart (uno dei retailer offline più famosi del Paese) e della sua politica di implementazioni dei servizi di acquisto di beni di consumo alimentari online e della consegna a domicilio se non (addirittura) della consegna stessa presso la casa dell'acquirente e la disposizione della merce direttamente in frigorifero o dispensa in maniera totalmente sicura.

All'Italia, che risponde in maniera diversa rispetto ad altri paesi occidentali e dove la distribuzione fisica è fatta di piccoli operatori e quindi molto parcellizzata, non rimarrà quindi che trovare un suo modello tutto italiano e dove le potenzialità dell'e-commerce alimentare possano inserirsi al meglio. 

Daniele Diversi

Da sempre appassionato di informatica, fin dal mio primo ZX Spectrum dell'83, folgorato dal web in età universitaria, ora ho fatto di tutto questo un lavoro.